‘The Human Shelter’, il documentario di Boris Bertram per IKEA

Un uomo e una donna con abiti eleganti ballano davanti a un edificio verde - IKEA

‘The Human Shelter’, il documentario di Boris Bertram per IKEA

Grazie a una collaborazione speciale, IKEA ha finanziato l'ultimo progetto del pluripremiato documentarista Boris Bertram: ‘The Human Shelter’, una spedizione alla ricerca del significato del termine casa nel mondo. Guarda il trailer per scoprire di più su questo documentario che sta facendo il giro dei cinema internazionali...

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Diviso in sette ‘capitoli’, il film visita diverse abitazioni in tutto il mondo. Inizia con alcuni pastori di renne lapponi in Norvegia e si conclude in una capanna isolata dell'Islanda, passando per New York, un campo profughi in Iraq, una cupola geodetica della NASA alle Hawaii, una casa sull'albero in Uganda, un minuscolo appartamento a Tokyo e una baraccopoli sull'acqua in Nigeria.

Il pluripremiato documentarista Boris Benjamin Bertram - IKEA

La parola a Boris Benjamin Bertram

Boris B. Betram è un documentarista interessato alla risoluzione dei conflitti e alle questioni umanitarie. “Negli anni ho avuto modo di filmare persone che scappavano dalla guerra e da catastrofi naturali, in fuga e senza un tetto,” afferma. “‘Rifugio’ è il primo concetto che associamo a casa, un luogo dove dovremmo sentirci sicuri e protetti. L'idea di questo documentario viene da qui.”

Una bambina legge da un quaderno davanti a una parabola improvvisata in una tendopoli - IKEA

In fuga dai conflitti

Il documentario permette di vedere come vivono le persone in circostanze ostili, esplorando l'idea di rifugio, casa e senso di appartenenza. In un campo profughi di Arbat, Iraq, una bambina legge la sua poesia: “Benvenuti a casa mia, la tenda di tutti, e la mia. Aiutatemi perché possa tornare nella mia comunità.”

Una donna cammina in paesaggio deserto e innevato con un ristorante sullo sfondo - IKEA

Vita nomade

Il documentario affronta anche un'idea di casa che va oltre il luogo fisico. Nel paesaggio innevato di Kautokeino, in Norvegia, i pastori di renne lapponi descrivono la natura transitoria delle loro abitazioni. “Posso dire di averne diverse,” afferma qualcuno. “Una per l'inverno, una per la primavera, una per l'estate e una per l'autunno. Quattro case differenti dove mi trasferisco in base alla stagione.”

Una donna suona il violino davanti a una cupola geodetica bianca in un paesaggio desolato - IKEA

Ambienti estremi

Persino gli ambienti naturali e abitativi più estremi possono diventare casa. Nella cupola geodetica della NASA, alle Hawaii, un gruppo di ricercatori vive in isolamento per otto mesi su un vulcano brullo, simulando la vita durante una missione su Marte. “Con il tempo è diventato un luogo familiare, perfino comodo,” afferma uno dei membri dell'equipaggio emergendo finalmente dalla navicella l'ultimo giorno di missione.

Una donna scatta una fotografia a una città da una finestra - IKEA

Diverse prospettive urbane

La vita in città è analizzata da vari punti di vista. A Tokyo, una donna ha trasformato il suo piccolo appartamento in un laboratorio di fotografia. “Vivo qui da sola, in uno spazio buio con le mie foto,” aggiunge. “Ogni tanto mi sento un po' sola, ovviamente. Ma quando mi dedico al mio lavoro, dimentico tutto, come se fossi in uno stato di trance. È importante per me che vivo a Tokyo, questa città così rumorosa e brulicante di persone.”

Un uomo con un abito colorato rema su una barca attraverso una baraccopoli sull'acqua - IKEA

Vivere sull'acqua

Il documentario rivela anche alcuni modi di vivere alternativi. In una baraccopoli sull'acqua a Lagos, in Nigeria, gli abitanti parlano della loro quotidianità. “Dormire sull'acqua non è molto diverso che dormire altrove,” racconta un uomo. “Ha i suoi pro e contro. Noi, per tradizione, cerchiamo di restare sempre vicino alla famiglia. Per questo adoro vivere qui, posso rimanere in contatto con tutti i miei parenti.”